Dopo un 2025 strepitoso, Jannik Sinner ha iniziato l’anno nuovo a velocità ridotta: è stato sconfitto in finale da Carlos Alcaraz all’Australian Open; ha perso nei quarti a Doha con il ceco Jakub Menšík. Anche i giornalisti sembrano meno attenti e così vengono fuori papere sorprendenti.
Nel numero del 2 gennaio ‘7’, il settimanale del Corriere della Sera, la cronista Gaia Piccardi intervista Adriano Panatta che nel ’76, oltre la Davis vinta a Santiago il 17-19 dicembre nel Cile del generale Pinochet, conquistò anche gli Internazionali di Roma e il Roland Garros. Nelle tre pagine dell’articolo il tennista romano ricorda il clima pesante di quell’autunno quando in molti in Italia, soprattutto il Pci, erano contrari alla trasferta in Sud America a casa del dittatore che aveva fatto uccidere migliaia di oppositori. L’impresa degli azzurri, con Panatta e Bertolucci che scesero in campo con la maglietta rossa, è ritornata negli ultimi tempi di attualità grazie al film ‘La maglietta rossa’ del regista Mimmo Calopresti e alla docu-serie ‘La squadra’ realizzata da Domenico Procacci. Completavano il team Corrado Barazzutti e Antonio (per tutti Tonino) Zugarelli, guidati da Nicola Pietrangeli. Raccontare l’impresa dei quattro moschettieri e del capitano “è servito – dice Panatta – a stimolare la memoria di chi ha l’età per ricordarsene e ha spiegato alla nuova generazione di giocatori cos’è la vera Coppa Davis”.
Tutto bene quindi? No perché ci ha pensato il desk del settimanale a inserire una papera non da poco. Il servizio di Gaia Piccardi è completato da una grande foto dell’epoca con i cinque protagonisti ma vengono scambiati i nomi di Barazzutti e di Bertolucci. |