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Toponomastica, cancellare
Tecchio e Vitt. Emanuele III
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NEL CORSO DEL consiglio comunale di Napoli che si terrà nella seconda metà di marzo verrà discusso un ordine del giorno presentato agli inizi di febbraio da sei consiglieri del Pd dal titolo chiaro: “Intitolazione di piazzale Tecchio a Giorgio Ascarelli e di via Vittorio Emanuele III a Maurizio Valenzi”.
Gennaro Acampora, capogruppo del Pd e primo firmatario dell’ordine di giorno, e gli altri consiglieri (Vincenza Amato, Aniello Esposito, Pasquale Esposito, Salvatore Madonna, Mariagrazia Vitelli) |
segnalano prima di tutto due fatti: Napoli è “la città delle Quattro giornate, simbolo della resistenza popolare contro il nazifascismo”; “l’attuale intitolazione di piazzale Tecchio |
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| Erri De Luca e Pietro Gargano |
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richiama la figura di Vincenzo Tecchio, dirigente fascista e sostenitore delle leggi razziali” mentre “l’intitolazione di via Vittorio Emanuele III ricorda il sovrano che concesse il semaforo verde all’ascesa di Mussolini nel cuore delle istituzioni e che firmò le leggi razziali”.
Aggiungono che “la presenza di nomi legati al fascismo costituisce una anomalia etica e storica per la città” e quindi “la sostituzione di tali nomi con quelli di personalità democratiche rappresenta un atto di giustizia nei confronti delle vittime del Ventennio e delle sciagurate scelte di un sovrano asservito ai voleri di un dittatore senza scrupoli e anche un modo per dare voce ai valori democratici della città”.
La conclusione è che diventa necessario promuovere “l’intitolazione di piazzale Vincenzo Tecchio a Giorgio Ascarelli e di via Vittorio Emanuele III a Maurizio Valenzi”, ricordando che “Ascarelli, imprenditore, filantropo e fondatore del Calcio Napoli, rappresenta una figura luminosa e coerente con i valori democratici della città” e “Valenzi, partigiano, imprigionato e torturato nelle carceri di Vichy e sindaco di Napoli, è simbolo della rinascita morale e civile della città”. Sulla questione del cambio dei nomi interviene il 21 febbraio anche Pietro Gargano, giornalista, scrittore e prima firma del Mattino. Nella rubrica ‘La lettera del sabato’ rispondendo a un lettore Gargano sottolinea che “Vincenzo Tecchio fu fascista della prima ora. Seguace di Aurelio Padovani e Roberto Farinacci, volontario della guerra d’Africa, combatté nei Balcani. Aderì alla Repubblica di Salò, fu tra i fondatori del Movimento sociale. Il suo nome sulla targa stradale dovrebbe essere sostituito, e da tempo, con quello di Giorgio Ascarelli, ebreo, presidente del Calcio Napoli e fondatore di uno stadio”.
Gargano passa poi ad occuparsi del Savoia che nominò Mussolini primo |
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di Miano ora è intestata a Salvatore Morelli, giornalista, torturato e confinato dai Borbone, pioniere dell’emancipazione femminile. Gli resta quell’angolo di via Santa Brigida che dovrebbe portare giustamente il nome di Maurizio Valenzi, primo sindaco comunista di Napoli in carica per sette anni. Fu un uomo del dialogo, un onest’uomo”.
Un’adesione convinta al cambio di nome arriva il 23 febbraio dallo scrittore Erri De Luca che, intervistato da Pasquale Raicaldo per Repubblica Napoli, dichiara: “sostengo la cancellazione di Tecchio per una questione di igiene politica del presente. Nel torbido delle dimenticanze della storia è bene fare gesti di chiarezza e dichiarare decaduto dalla toponomastica il nome di una autorità fascista. In secondo luogo è giusto che il piazzale davanti allo stadio di calcio abbia il nome del primo presidente del Calcio Napoli. Una città deve ricordare i suoi cittadini migliori. Intitolerei per esempio l’aeroporto di Capodichino a Salvatore Di Giacomo o a Eduardo De Filippo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda lo scrittore Maurizio De Giovanni. “Credo che i tempi siano maturi – dice lo scrittore – per una complessiva revisione della toponomastica cittadina che escluda Tecchio ma anche persone che in città non ci sono state o non hanno fatto il bene di Napoli. Intitolare piazzale Tecchio ad Ascarelli è giustissimo: è stato un personaggio meraviglioso. La toponomastica sia celebrativa”. |
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