Per ora Di Vincenzo
fa solo piccoli passi

DOPO DUE MESI la montagna ha partorito il topolino. Vincenzo Di Vincenzo arriva alla direzione del Mattino il 2 dicembre e il 15 dicembre presenta alla redazione il piano editoriale con l’annuncio di una profonda riorganizzazione dei settori e delle sedi distaccate. I giornalisti gli credono e votano la fiducia con 38 sì su 38 votanti.
Il 19 febbraio, mettendo le mani avanti (“è un primo intervento attuativo

del piano illustrato all’assemblea”), il direttore presenta un ordine di servizio che prevede solo due spostamenti e l’arrivo di un praticante: Fabio Jouakim viene trasferito dalla Cronaca all’Area

Fabio Jouakim e Fulvio Scarlata

globale, Fulvio Scarlata lascia Internet e va a Cultura e spettacoli, a Internet viene assunto con contratto di praticante Alberto Strombetta.
La delusione è forte e nel corso dell’assemblea convocata subito dopo l’arrivo dell’ordine di servizio sono in tanti a prendere la parola per ricordare le situazioni complicate in cui si trovano a lavorare, a cominciare dai buchi in organico. Dal comitato di redazione (Gennaro Arpaia, Leandro Del Gaudio e Federico Vacalebre) non sono per ora pervenuti segnali.
La nomina di Di Vincenzo, - spiega uno dei cronisti anziani - che, non dimentichiamolo, è approdato a Torre Francesco nel giugno scorso e quindi conosce bene gli uomini e la macchina, è stato visto da tutti come un passaggio positivo per due motivi: dopo gli anni agitati vissuti con Roberto Napoletano, il nuovo direttore ha portato un clima di serenità e di collaborazione; sembrava intenzionato a intervenire in maniera incisiva sui tanti nodi del giornale che al momento si limita a galleggiare. A gennaio Di Vincenzo ha compiuto 67 anni che, senza l’incarico al Mattino, l’avrebbero portato alla pensione e in poche settimane pare che il quadro sia cambiato. La linea che emerge è “quieta non movere ”.