Francesca Coppola, inviata del tg campano della Rai, è una cronista esperta. Napoletana, cinquantadue anni compiuti a gennaio, da venti professionista, ha lavorato alla redazione Rai di Campobasso per poi approdare una quindicina di anni fa a via Marconi.
Non utilizza un linguaggio aulico, anzi preferisce impreziosire i suoi testi con parole semplici, burocratiche, questurine. Le è piaciuto molto il servizio di Andrea Caruso trasmesso il 3 febbraio al tg delle 14 su una donna presa a fucilate dal marito nel Beneventano. Ci potrebbe essere, ci dice Caruso, “un nuovo intervento chirurgico per la rimozione di corpi estranei a livello della parete addominale, altra zona attinta dai colpi sparati dal marito”.
Folgorata da “attinta”, Coppola l’ha voluta utilizzare in una notizia mandata in onda il 18 marzo nel tg delle 14. Nel servizio lanciato dalla conduttrice Lara Martino Coppola racconta di “due ragazzi attinti da colpi di pistola nel cuore della notte in una sparatoria avvenuta nel quartiere di Miano, periferia settentrionale di Napoli. Quando si sono presentati al Cto, il Centro traumatologico ospedaliero dei Colli Aminei, all’una circa riportavano più ferite”.
La cronista però non è soddisfatta e nella chiusura del servizio torna all’attacco. Fornisce infatti particolari sulle condizioni delle vittime dei colpi d'arma da fuoco: “Il più giovane dei due, venti anni, riporta ferite al gluteo, alla coscia, al ginocchio. L’altro, il 25enne, è stato attinto al polpaccio”.
È allora necessario ripetere per Francesca Coppola quanto scritto per Caruso. Secondo il dizionario Devoto-Oli il verbo “attingere” è “arcaico e popolare toscano” e ha due significati. Il primo: “tirar su acqua da un pozzo con un secchio”. Il secondo, definito “letterario”, è “raggiungere, toccare: ‘Come di Troia attinsero le rive’ (Vincenzo Monti)”. |