Una carriera nell’anonimato

Bisogna capirlo. Vincenzo Di Vincenzo, napoletano, sessantasette anni compiuti a gennaio, professionista dal 1992, lavora per oltre trenta anni all’agenzia Ansa: comincia alla redazione partenopea, prima collaboratore poi praticante; nell’estate del 2003 si trasferisce alla sede centrale di Roma; nel 2008 diventa responsabile della redazione di Milano. Intendiamoci, l’Ansa è una testata prestigiosa nata nel gennaio del 1945, è la prima agenzia italiana e tra le prime del mondo con 22 sedi in Italia e 73 uffici nei cinque continenti con servizi, oltre che in italiano, in inglese, spagnolo, tedesco, portoghese e arabo. Tuttavia chi lavora in agenzia, anche se scala i gradi fino a diventare redattore capo, rimane uno ‘sconosciuto’ per il grande pubblico e persino per la maggior parte degli addetti ai lavori.
Per Di Vincenzo la svolta è arrivata un anno fa quando Caltagirone ha deciso di assumerlo al Mattino. A sei mesi dalla pensione, il due giugno è diventato il vice di Roberto Napoletano e il due dicembre ne ha preso il posto alla guida del quotidiano. È partito lancia in resta per rilanciare il giornale e ha ottenuto dalla redazione la fiducia all’unanimità. Si è reso poi conto che non aveva grandi margini di manovra e ha cambiato rotta: meglio limitarsi a piccoli spostamenti e a micro riorganizzazioni, puntando a godersi la sua città e a dedicarsi alle pubbliche relazioni.
Gli rimane un cruccio. Lontani i tempi di Pasquale Nonno quando il peso politico della testata, la diffusione capillare e la personalità del giornalista facevano del direttore del Mattino uno dei personaggi più influenti della città, oggi chi guida il giornale, per di più confinato al Centro direzionale, è poco più di uno sconosciuto. Un contributo a migliorare un poco la situazione sta arrivando dalla pubblicazione quotidiana de ‘La posta dei lettori’.
Lettere ed email non sono più aperte da ‘Gentile direttore’ o ‘Egregio direttore’ ma quasi sempre da ‘Gentile Direttore Di Vincenzo’ o ‘Egregio Direttore Di Vincenzo’, rigorosamente con la D maiuscola. Prendiamo un giorno a caso. Il 29 aprile in pagina ci sono otto lettere, di queste sette ci ricordano che il Direttore è Di Vincenzo. Due le possibili spiegazioni. La prima esterna. Si è creato un gruppo di fan, parenti e amici determinato a promuovere il nome del direttore. La seconda interna. Il giornalista dell’ufficio centrale (ne fanno parte il responsabile Pietro Perone, i vice Aldo Balestra e Antonella Laudisi con Alessio Fanuzzi) che cura la Posta ha deciso per spontaneo allineamento alle volontà superiori o per input delle volontà superiori di bombardare i lettori con il nome del direttore.

Enrico Lottara
 
Vincenzo Di Vincenzo
Roberto Napoletano
Pasquale Nonno
Aldo Balestra
Antonella Laudisi