Dopo il professore Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, Antonio Dipollina, messinese di Tusa, sessantacinque anni, firma di Repubblica e del Venerdì, è il numero uno tra i giornalisti che seguono ogni giorno programmi, film e serie delle tv.
Martedì 14 aprile pubblica, a pagina 51 del quotidiano diretto dal napoletano Mario Orfeo, la sua recensione sulla fiction di Rai 1 ‘Roberta Valente notaio in Sorrento’, con una valutazione aspra sin dal titolo: “Se il notaio diventa soap state alla larga”.
Una durezza che mantiene nel testo del servizio. Citiamo un solo esempio. La serie “è un notevole salto di qualità ma all’indietro”.
Se però si vuole stroncare bisogna essere molto rigorosi nella scrittura. Invece Dipollina piazza uno svarione già nell’incipit. “Il richiamo del titolo è irresistibile: ci si mette alla tv e l’unico obiettivo è scoprire come l’esistenza di un notaio, per quanto di bella presenza e con affaccio sulla Costiera amalfitana, possa generare una fiction di Rai 1”.
Ma la Costiera amalfitana va da Positano a Vietri sul Mare e tutti i comuni fanno parte della provincia di Salerno. La Costiera sorrentina inizia a Vico Equense e, attraversando Meta, Sant’Agnello, Piano, Sorrento e Massa Lubrense (tutti comuni della provincia di Napoli), arriva fino a Punta Campanella che separa il golfo di Napoli da quello di Salerno. In scala, molto in scala, è come scambiare in Liguria la Riviera di Ponente con quella di Levante.
Dipollina scrive anche un’altra inesattezza citando la notaia (l’attrice Maria Vera Ratti) e il suo fidanzato interpretato dall’attore Alessio Lapice, che definisce come “l’ex ispettore bonazzo di Imma Tataranni che è buono come il pane e, ingenuo”. Nella serie ambientata a Matera, con protagonista l'attrice Vanessa Scalera, Lapice non è un poliziotto ma un carabiniere, che parte appuntato e viene poi promosso maresciallo. |