Il 14 maggio la Gazzetta dello Sport ha mandato in edicola un volume di 168 pagine dedicato al ventunesimo scudetto vinto dall’Inter. È un libro che costa 9,99 euro ed è zeppo di foto, di analisi, di lunghi ritratti dei protagonisti (l’allenatore rumeno Chivu, il capocannoniere argentino Lautaro il regista turco Çalhanoğlu e il vice polacco Zieliński, l’assistman milanese Dimarco, il difensore svizzero Akanij, il presidente varesino Marotta), i giovani lanciati in questo campionato e schede dettagliate, partita per partita, per ricordare tutte le tappe che hanno portato alla conquista del titolo di campioni d’Italia.
Sembrerebbe un volume da conservare non soltanto per i tifosi dell’Inter ma non è così. È un libro incompleto e con una notizia sbagliata.
C’è allora da chiedersi: perché? Il volume è stato chiuso in tipografia il 6 maggio perché la sera della domenica precedente, il 3, i nerazzurri battendo il Parma avevano matematicamente conquistato lo scudetto e subito dopo si erano scatenati i tifosi (i cronisti hanno parlato di 300mila persone nelle strade) invadendo il centro di Milano per applaudire i giocatori arrivati dal Meazza a piazza Duomo con il pullman scoperto e poi festeggiare per l’intera notte.
Mancano ancora tre giornate alla fine del campionato ma che importa. Bisogna monetizzare. I tifosi sono pecore da tosare e vanno tosati subito. I risultati, i marcatori, le pagelle di Lazio-Inter 0 a 3, Inter-Verona 1 a 1 e Bologna-Inter 3 a 3 se li scriveranno da soli a penna sul ‘libro da conservare’.
È già un’operazione che certifica il disinteresse verso i tifosi da parte dei vertici della Gazzetta (il direttore Stefano Barigelli, il vicario Gianni Valenti, i vice Stefano Agresti e Arianna Ravelli) ma non basta. Nell’ultima pagina c’è il palmarès dei nerazzurri: scudetti 21, coppe Italia 9. Soltanto 9 perché manca la decima conquistata all’Olimpico il 13 maggio battendo 2 a 0 la Lazio.
Restano ora due domande: sarebbe interessante conoscere il nome di chi ha pensato e deciso di fregarsene di tifosi e lettori infliggendo loro una cavalcata in campionato che si ferma a tre giornate dal termine e un palmarès monco. E Urbano Cairo, editore della Gazzetta e del Corriere della Sera, è stato informato della presa in giro e l’ha condivisa? |