Comunicati senza nomi

Marco Trapuzzano, comandante del gruppo carabinieri forestale di Napoli, e i suoi uomini cercano di dare smalto ai loro comunicati trasformandoli in sciarade da Settimana enigmistica. Come? Grazie a una piccola impresa: in oltre venticinque righe di un comunicato dell’undici marzo non pubblicano neanche il nome di uno dei cinque denunciati o delle società coinvolte in reati in materia urbanistica e ambientale nel comune di Giugliano nell’area a nord di Napoli. Preferiscono scrivere di “cinque soggetti” e di “una società dedita alla gestione di villaggi turistici ed eventi”.
Eppure è lungo l’elenco delle attività svolte senza le autorizzazioni necessarie che hanno portato al sequestro di un’area di 65mila metri quadri. Ma il cittadino non deve sapere.
In fondo però dare i nomi dei protagonisti degli abusi non dovrebbe essere difficile; basterebbe precisare che siamo soltanto nella fase delle indagini e in ogni caso, in base al secondo comma dell’articolo 27 della Costituzione, “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Se sono ancora dubbiosi possono seguire l’esempio della procura di Torre Annunziata, diretta da Nunzio Fragliasso che pubblica senza tentennamenti i nomi delle persone e delle strutture coinvolte in indagini giudiziarie, anche quando si tratta di nomi molto noti. A fine gennaio la procura torrese ha sequestrato per abusi edilizi il ristorante ‘Quattro passi’ di Nerano, frazione di Massa Lubrense, in costiera sorrentina.
Il ristorante, guidato da Antonio Mellino con i figli Fabrizio e Raffaele, ha tre stelle Michelin e una ventina di anni fa venne inserito nella classifica dei primi dieci del mondo dal New York Times.

Julien Sorel
 
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