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Gdf, autopromozione
e informazioni carenti
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L’AUTORE DI UNA delle regole base del giornalismo, quella delle cinque W che una notizia deve necessariamente contenere, sarebbe lo scrittore Rudyard Kipling nel suo poema The Elefant Child del 1902. Ecco, per gli addetti agli uffici stampa delle forze dell’ordine non ci sarebbe bisogno di leggere Kipling, dovrebbero semplicemente sapere che una notizia scritta da un giornalista deve contenere il nome (salvo eccezioni specifiche) del o dei protagonisti ed informazioni essenziali come il luogo di svolgimento dei fatti riportati.
Invece di ricevere queste informazioni indispensabili i cronisti si trovano molto spesso di fronte a veline sempre più reticenti ed omissive dove, oltre alla valorizzazione dei meriti di poliziotti e carabinieri (ok, questo
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rientra nelle regole del gioco), c’è poco e
niente che interessi il pubblico dei lettori e serva a redigere una notizia corretta e completa.
Il 20 ottobre i finanzieri del Comando provinciale di |
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| Martin Scorsese e Carmine Virno |
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Napoli, guidato dal generale di brigata Carmine Virno, confiscano per disposizione del Gip del tribunale di Nola 150mila euro a “un dipendente comunale” di “un Comune del circondario” e gli notificano un’ordinanza di sospensione dal lavoro per un anno. All’indagato per peculato – informa una velina del Comando provinciale di Napoli della Guardia di finanza – vengono sequestrati immobili, denaro e quote di fondi di investimento per oltre 100 mila euro.
D’accordo, si tratta probabilmente di un incensurato, siamo in fase di indagini e noi siamo garantisti, ma almeno, cari finanzieri, qual è il Comune dove lavora ce lo volete dire? Invece in 15 righe di testo, oltre a una spiegazione piuttosto fumosa della circostanza contestata (“ha predisposto e sottoscritto mandati di pagamento con causali fittizie indicando sé stesso come beneficiario”, ma non è troppo facile?) e alla ormai inevitabile indicazione che “la persona sottoposta ad indagini è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna”, non c’è niente.
Ma la Guardia di finanza dispone ancora di un ufficio stampa? Da qualche anno è stato disattivato il Gruppo Whatsapp riservato ai giornalisti. Nel pomeriggio del 24 ottobre Iustitia ha cercato di contattare il Comando provinciale per chiedere lumi. Ci ha risposto un militare del Corpo di guardia. “Qui ci sono solo io”, ci ha detto sconsolato.
Per riempire il vuoto di contenuti il pirotecnico ufficio stampa dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli affidato ai marescialli Vittorio D’ Errico e Antonio Siani (ai quali bisogna comunque dare atto di tempestività nelle informazioni e di disponibilità verso i cronisti) |
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| Jordan Belfort e Leonardo Di Caprio |
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ricorre ai film americani. Così una delle tante truffe online (“il suo conto è a rischio, segua le nostre indicazioni e faccia un bonifico”) condotta da un appartamento di via Nazionale delle |
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Puglie, territorio di San Vitaliano, viene paragonata alle spericolate operazioni del finanziere Jordan Belfort nel film di Martin Scorsese “The Wolf of Wall Street”.
Gli arrestati sono cinque, l’accusa di truffa aggravata, i militari gli sequestrano 22 cellulari e 20 schede telefoniche. Ma dei loro nomi non c’è traccia. Sono incensurati? Una volta almeno si scriveva. Di dove sono? Lavoravano nel settore informatico? Nessuna informazione. Nel Gruppo Whatsapp dei carabinieri compare invece Leonardo Di Caprio in alcuni frames di “The Wolf of Wall Street”. |
| Aramis de Vannes |
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