Giorno della memoria ma non per il tgr

Dal primo novembre del 2005 l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha fissato al 27 gennaio la celebrazione del ‘giorno della memoria’ per ricordare le vittime dell’Olocausto. Il 27 gennaio del 1945 infatti le truppe dell’Unione Sovietica entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz.
Non tutti dimostrano però di onorare a pieno la ricorrenza. Tra questi c’è sicuramente Gaetano Manfredi. Ha deposto, è vero, una corona di fiori per ricordare Luciana Pacifici, morta a otto mesi mentre veniva deportata con la sua famiglia ad Auschwitz, e tutte le vittime della Shoah. Manfredi però, nella sua veste di sindaco e di responsabile 'politico' della commissione toponomastica, non si decide a intervenire su due realtà importanti della città ancora intitolate a protagonisti delle leggi razziali.
La piazza che ospita lo stadio Maradonadenuncia il 27 gennaio con un intervento sulla prima di cronaca del Mattino il giornalista e scrittore Nico Pirozzi da quasi settanta anni porta il nome di un fascista (Vincenzo Tecchio, ndr), che dopo avere partecipato alla epurazione degli ebrei dagli elenchi degli avvocati napoletani, non si fece scrupolo di seguire Mussolini nella tragica avventura della Rsi”.
Pirozzi cita anche il caso di Vittorio Emanuele III, che “promulgò le leggi razziste e decine di altri provvedimenti contro gli ebrei”, al quale sono intitolate la strada che da piazza Municipio arriva a piazza Castello e la Biblioteca nazionale, una delle maggiori istituzioni culturali della città
Anche la redazione napoletana della Rai, guidata da Oreste Lo Pomo, perde colpi nel ‘giorno della memoria”. In Buongiorno Regione del 27 gennaio il conduttore Ivan Palumbo dice che Giovanni Palatucci, il poliziotto irpino che a Fiume riuscì a salvare diversi ebrei, fu arrestato e poi internato ad Auschwitz. In realtà venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove poi morì. E siamo in Baviera a 830 chilometri ad ovest di Auschwitz.

Davide Motor
 
Gaetano Manfredi
Vittorio Emanuele III
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Giovanni Palatucci