La pietra polverosa commestibile

A Natale il suo numero di cellulare è stato il must dei regali sotto il pino. A capodanno qualche cronista si è barricato in casa per poi tornare alla luce il 7 gennaio raccontando con studiata nonchalance di aver partecipato ad un convegno dove c’era anche Lui. Al borsino dei recapiti telefonici riservati il suo è stato in cima alla top Five ( davanti a Simona Ventura, Joseph Ratzinger, l’irraggiungibile Ernesto l’idraulico e Emanuele Calaiò). La verità è che il primo è il primo. Il secondo è nessuno. Un po’ come la patata lessa: e che ci vuole? Ma vai a inventarla, ad avere il colpo di genio che trasforma una specie di pietra polverosa che sbuca dal terreno in qualcosa di commestibile. Roberto Saviano ha fatto questo: ha inventato la pietra polverosa che si può mangiare, mentre per anni gli altri si rigiravano tra le mani ( e continuano a farlo) quella sfera irregolare senza sapere cosa sia e cosa farsene. O come fare per disfarsene.
Detto questo, e detto che il 95 per cento delle cose che si scrivono su Saviano è dettato dai travasi di bile, abbiamo preso nota che nella preparazione delle liste per le elezioni politiche di aprile il nome più gettonato è stato il suo. Ovviamente. Cercato e blandito da Walter Veltroni come da Fausto Bertinotti, che hanno fatto a gara a chi gli telefonava per primo: e puntuali sono arrivati i resoconti dei giornali che hanno riferito di questi rumours. Anche il 26 febbraio il nome di Saviano è rimbalzato nelle redazioni con le quotazioni del giorno.
Ma l’indomani, 27 febbraio, il Corriere del Mezzogiorno fa di più. Il titolo d’apertura in prima, sparato (scusate, strillato) a cinque colonne, fa sobbalzare direttori, neristi, giudiziaristi e notisti politici dei giornali concorrenti, provocando isteriche e livorose reazioni. Quel virgolettato (Saviano: “Non mi candido”) informa che Mirella Armiero è riuscita lì dove qualche giorno più tardi sarebbe arrivato soltanto il Time. A pagina 3 ne abbiamo la conferma in un box con un titoletto più contenuto di taglio medio: Saviano: io candidato? No, grazie.
E si cominciano a leggere nervosamente i 26 righi dell’articolo. L'attacco è perentorio, blindato da altre virgolette: "Assolutamente no"; ma alla terza parola la pressione ritorna a livelli più accettabili, la tachicardia sta lentamente passando: "Roberto Saviano lo assicura a chi lo conosce bene: non accetterà candidature”.
Il dubbio è amletico: Armiero è una sobria giornalista minimalista, discreta e  restia a spiattellare il suo scoop e perciò usa un’elegante perifrasi per non menzionare se stessa, oppure in un bar di via Marina ha captato una conversazione tra due vecchi amici di Saviano, compagni di mille partite a calcetto con lo scrittore?

Masino Pavese
 
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