Ansamed chiude Napoli e va a
Roma, all'Area internazionale

DOPO QUATTRO ANNI si chiude con un flop l’esperienza partenopea di Ansamed, il servizio lanciato dalla prima agenzia giornalistica italiana per conquistare l’egemonia informativa nel bacino del Mediterraneo con flussi di notizie e servizi (si prevedeva 150/200 al giorno) diretti e provenienti dai paesi nord africani e medio orientali. Come sede strategica era stata individuata Napoli, pomposamente definita “capitale del Mediterraneo”, che fino al 2

maggio ha ospitato la redazione.
Ogni anniversario di Ansamed veniva festeggiato con iniziative e convegni resocontati da fuochi d’artificio di lanci d’agenzia, seguiti da grandi riprese di quotidiani e tv; spenti razzi e bengala, rientrati nei loro


Giampiero Gramaglia (*) e Mario Zaccaria

paesi gli ospiti illustri, rimaneva ben poco, soprattutto sul fronte abbonamenti, che vedevano tra i clienti certi la Farnesina e la Regione Campania, guidata da Antonio Bassolino, particolarmente generosa con l’agenzia Ansa.
Il decesso di Ansamed, almeno con l’attuale formula, è stato certificato in una riunione tenuta a Napoli il 27 febbraio; erano presenti il direttore dell’Ansa Giampiero Gramaglia, il vice direttore vicario Carlo Gambalonga, il vice direttore, con delega al personale, Paolo Corallo, il capo della sede partenopea Mario Zaccaria, con i vice Angelo Cerulo e Mariano Del Preite, la responsabile di Ansamed Antonella Tarquini, con i redattori Tania D’Amico e Stefano Secondino, i contratti a termine Alfonso Abagnale, Benedetta Guerrera e Francesco Tedesco, i redattori del portale Campania, Angela Mazzocchi e Nando Piantadosi.    
Il direttore dell’Ansa ha chiarito che inizialmente Ansamed aveva più interlocutori, mentre ora ha un solo cliente di riferimento, il ministero degli Esteri, un fatto nuovo che ha reso inevitabile il trasferimento a Roma. A via della Dataria Ansamed, che dal 30 giugno avrà un nuovo responsabile, Diego Minuti, non sarà più una realtà autonoma, ma diventerà una delle tre redazioni dell’Area internazionale, insieme agli Esteri e al Diplomatico, che comprende anche il Vaticano.
Nel dare i numeri dell’organico Gramaglia ha parlato di “numeri osmotici”, nel senso che i redattori possono essere chiamati a lavorare a desk diversi, e ha


Paolo Corallo e Mariano Del Preite

annunciato per l’Area internazionale la riduzione da 45 a 42 unità: diciotto agli Esteri, due all’America latina, cinque al desk inglese, poco meno di dieci al Diplomatico e al Vaticano, cinque ad Ansamed (con Minuti, altre quattro unità, tra cui il capo servizio

aggiunto Fausto Gasparroni, Luciana Borsatti e Tania D’Amico), mentre Stefano Secondino è stato trasferito al settore Esteri.
Il direttore ha poi dato notizia che la convenzione con la Regione per il portale Campania è stata rinnovata fino al 30 maggio 2010 e che la responsabilità del servizio rimane a Mario Zaccaria, mentre per i due redattori (Mazzocchi e Piantadosi), i cui contratti a termine sono in scadenza il prossimo 30 giugno, sono previsti “pause e avvicendamenti”.
Intanto da un mese sono operative novità importanti all’Ufficio centrale: dal primo maggio il redattore capo centrale (rcc) Franco Vaselli è coordinatore dell’Ufficio centrale, di cui fanno parte tre rcc: Mario Nanni, Enzo Quaratino e Alessandra Spitz; e tre capi servizio: Gianfranco Carpente, Giulio Di Giammatteo e Tiziana Torrisi. Dal 5 maggio tocca all’Ufficio centrale anche la supervisione del settore Multimedia in vista di una riorganizzazione e delocalizzazione logistica e produttiva. Dal 2 maggio il responsabile di Multimedia, il redattore capo centrale Vincenzo Di
Vincenzo
, pupillo storico di Gambalonga, viene trasferito a Milano con il grado di redattore capo e verrà utilizzato anche per missioni in altre sedi

regionali, in attesa di sostituire dal prossimo primo dicembre Stefano Gramegna.
Esauriti i fuochi d’artificio di Ansamed sembra essersi definitivamente spenta anche la stella di Carlo Gambalonga, per lunghi anni uno dei vertici del potere Ansa. Lo


Angelo Cerulo e Angela Mazzocchi

sgretolamento del trio formato con il direttore Pierluigi Magnaschi (sostituito nel dicembre 2006) e l’amministratore Mario Rosso (andato via nel dicembre scorso) lo ha lasciato solo e vulnerabile. Ha provato a organizzare una difesa; l’estate  scorsa aveva meditato addirittura una controffensiva, con un clamoroso colpo a sorpresa; poi ha prevalso la prudenza, anche perché le truppe dei suoi fedelissimi in redazione si sono velocemente assottigliate.    

(*) Da www.media2000.it