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Cusenza
congela
l'organigramma |
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A SETTEMBRE progettava di partire nel giro di un mese con il nuovo organigramma del Mattino; poi Virman Cusenza, da agosto direttore del quotidiano di via Chiatamone, ha deciso lo scivolamento a novembre, in coincidenza con la nuova grafica varata mercoledì 18; quindi lo slittamento a fine dicembre, collegando la riorganizzazione dei settori alle decisioni del redattore capo Armando Borriello, da tempo assente dal giornale, classe |
1947, salvato per decisione di Orfeo dai prepensionamenti del giugno scorso; con il 2010 ancora un rinvio: il 4 gennaio il direttore ha annunciato al comitato di redazione (all’incontro erano presenti Marisa La Penna, Daniela Limoncelli e Salvo
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Paolo Barbuto, Tullio De Simone e Gino Giaculli |
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Sapio) che l’organigramma è congelato. A questo punto probabilmente se ne parlerà dopo il 30 giugno quando scadranno i dodici mesi dello stato di crisi.
L’ennesimo appuntamento saltato è il segnale di una debolezza del direttore che probabilmente non riesce a ottenere dall’azienda risposte soddisfacenti alle sue richieste e blocca il giornale in una situazione di impasse. Si va avanti per inerzia, con una redazione che appare seduta, rassegnata, depressa.
Intanto a metà gennaio torna al giornale Bruno Abbisogno, con l'uscita di Fabio Mandarini, il cronista che nelle ultime settimane, con Francesco De Luca, ha seguito il Napoli, spedito in panchina in attesa che maturi l’occasione per una nuova sostituzione. Negli stessi giorni è previsto il rientro di Armando Borriello, responsabile dei settori Italia (il vice è Gino Giaculli) e Esteri (il numero due è Francesco Romanetti); mentre il 5 febbraio dovrebbe riprendere servizio allo sport Vinni Volpe. Se invece Volpe dovesse prolungare l’assenza potrebbe rientrare Mandarini. In ogni caso il settore sport è la cartina di tornasole dello smarrimento che vive la redazione, ma anche la direzione e il management.
In una città come Napoli le fortune della squadra di calcio sono uno dei pochissimi acceleratori delle vendite del Mattino, dato che ha trovato conferma anche in queste settimane grazie alle notevoli performance della formazione guidata da Walter Mazzarri. La squadra, battendo la Sampdoria il 10 gennaio, ha agguantato il terzo posto in campionato, una posizione che a fine stagione consentirebbe la partecipazione alla Champions League. Non
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Ciro Ferrara, Fabio Mandarini e Walter Mazzarri
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sono calcoli da tifosi del Ciuccio, ma elementari considerazioni editoriali. Eppure il Mattino è oggi del tutto impreparato a gestire il momento favorevole in maniera adeguata.
Alcuni mesi fa sono stati allontanati dallo sport Paolo Barbuto e Tullio |
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De Simone, a gennaio sono stati pensionati Francesco Marolda e Adolfo Mollichelli, il 10 gennaio è stato interrotto il contratto a termine di Fabio Mandarini; a occuparsi del Napoli è rimasto il solo Francesco De Luca.
Ma l’undici gennaio De Luca è stato colpito da una febbre di stagione, che gli ha impedito di coprire il 13 gennaio il match di Coppa Italia Juve-Napoli, incontro ricco di implicazioni con l’allenatore bianconero Ciro Ferrara che si gioca l’ultima chance di salvare la panchina e gli azzurri che tornano allo stadio piemontese espugnato due mesi fa con una prestazione straordinaria. Per un appuntamento attesissimo dai tifosi-lettori il Mattino spedisce a Torino un cronista della redazione di Salerno, l’incolpevole Roberto Ventre. |
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