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Nuova proroga per il cdr
aspettando il vice direttore
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IL POMERIGGIO DEL 5 ottobre viene convocata al Mattino un’assemblea di redazione per la nomina della commissione elettorale che dovrà gestire il voto per il nuovo comitato di redazione. Il cdr in carica (composto da Gennaro Arpaia, Leandro Del Gaudio e Federico Vacalebre, per le distaccate Valerio Esca, Antonello Plati per i collaboratori) è stato eletto l’otto maggio del 2024 e nella scorsa primavera l’incarico è stato prorogato per sei mesi.
L’assemblea è durata diciassette minuti con una relazione del cdr
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sull’attività svolta negli ultimi due anni e mezzo. È poi arrivata dal capo delle Cronache Gerardo Ausiello la proposta di prorogare l’incarico del cdr fino al gennaio 2027, proposta subito |
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| Gerardo Ausiello e Aldo Balestra |
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approvata all’unanimità. C’è stata infine la richiesta di Andrea Ferraro, responsabile dell’edizione di Caserta, indirizzata a Valerio Esca, che dalle province è stato da mesi trasferito in cronaca di Napoli, di continuare ad occuparsi delle sedi distaccate. Richiesta accettata.
C’è ora da domandarsi perché confermare, all’unanimità, un cdr che in trenta mesi non si è distinto per particolare attivismo. La risposta è semplice: in questo momento sono tutti d’accordo a non muovere niente in attesa di conoscere le decisioni dell’editore Caltagirone, che vanno dalla conferma del direttore Vincenzo Di Vincenzo alla nomina di chi occuperà la poltrona di vice direttore liberata da Vittorio Del Tufo.
Intanto alcuni dei papabili si agitano. Uno dei vice responsabili dell’ufficio centrale, l’avellinese di sessantatré anni Aldo Balestra, ha curato i due speciali sul ‘Cambio di paradigma’, il tormentone dell’ex direttore Roberto Napoletano, in edicola insieme al giornale con quaranta pagine il 22 ottobre e con 28 il giorno successivo, e il sabato dal 3 ottobre, all’interno della ‘Posta dei lettori’, firma la rubrica ‘Tra le vostre lettere’con una sua foto nella testatina e la risposta a un problema sollevato da un lettore. E il 3 ottobre Balestra chiude il suo primo commento ringraziando “il Direttore Vincenzo Di Vincenzo per avermi affidato questo prezioso scrigno di riflessione ogni sabato. Ad alimentarlo saranno le vostre lettere a Il Mattino”. In scala, il nuovo incarico è un po’ sulla falsariga di quando nel 1995 il Corriere della Sera affidò il dialogo con i lettori a Indro Montanelli con la rubrica quotidiana ‘La stanza di Montanelli’.
Ma c’è chi fa più di Balestra, è il capo delle Cronache Ausiello. Il 25 settembre Iustitia aveva scritto che dovendo scegliere il nuovo vice direttore del Mattino era preferibile scartare chi è ormai prossimo alla pensione e puntare sugli under 50. Uno dei veterani del giornale aveva suggerito: “L’unica soluzione è affidarsi a due cronisti classe 1981. Come vice direttore va nominato Ausiello che avrebbe il tempo di |
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| Andrea Abodi e Francesco Lollobrigida |
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impadronirsi della macchina protetto dall’ombrello di Di Vincenzo, mentre l’ultimo arrivato all’ufficio centrale, Alessio Fanuzzi, potrebbe sostituire Ausiello alla guida della cronaca di Napoli”. Parole
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entusiasmanti per l’attuale capo delle cronache che dal giorno successivo ha avviato una intensa campagna di promozione della candidatura.
Dal 26 settembre al 3 ottobre ha pubblicato tredici foto sue mentre intervista ministri (Andrea Abodi e Francesco Lollobrigida), deputati (Francesco Borrelli), sindaci (Gaetano Manfredi), assessori comunali (Teresa Armato), docenti universitari (Maria Triassi), medici (Luigi Brusciano, Giovanni Di Lauro) e altri ancora. E ci sono stati giorni con tre foto (il 26 e 27 settembre), giorni con la stessa immagine riproposta in pagine diverse, giorni con due foto in una unica pagina. |
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