Giunta Fnsi, maggioranza
ampia per Serventi e Siddi

NON HA RISERVATO particolari sorprese l’elezione della giunta della Fnsi, che si è svolta a Roma il 14 gennaio. Il voto dei consiglieri nazionali ha confermato i rapporti di forza emersi al congresso di Saint Vincent. Per i professionali (professionisti) hanno votato in 91 (su 92 aventi diritto) per eleggere undici componenti di giunta, mentre sono tre i posti riservati ai

collaboratori (pubblicisti).
Tra i professionali l’unico che ha scelto di non votare è stato Giancarlo Macaluso, deciso  a evidenziare il disagio in Sicilia dei  giornalisti di Autonomia e solidarietà in forte contrasto con i colleghi di Giornalisti uniti. Le due componenti a

Marco Gardenghi, Enrico Ferri e Roberto Seghetti

livello nazionale formano maggioranza compatta con Franco Siddi (Giornalisti uniti) presidente della Fnsi e Paolo Serventi Longhi (Autonomia) segretario generale. Ma, secondo i siciliani di Autonomia, troppa attenzione nei confronti di Siddi  nel voto per il consiglio nazionale a Saint Vincent ha penalizzato il loro candidato, Peppino Lo Bianco, a favore di Giuseppe Gulletta di Giornalisti uniti.
In giunta tre i professionali eletti dalle minoranze: la milanese Maria Grazia Molinari, la capitolina Cinzia Romano e il calabrese Carlo Maria Parisi, appoggiato dall’estrema destra romana di Massimo Signoretti e dal gruppo napoletano di Ambrosino-Corsi. Nessuno eletto per i lombardi di Quarto potere, guidati da Edmondo Rho, mentre si sono astenuti i due consiglieri di Quarto potere-Senzabavaglio, la mini componente organizzata da Massimo Alberizzi. E l'astensione degli scissionisti di Senzabavaglio è stata pagata cara da Rho, che con un solo voto in più sarebbe stato eletto.
Otto i membri di giunta di Autonomia e Giornalisti uniti: per Autonomia Enrico Ferri, Giovanni Rossi, Marco Gardenghi, Guido Besana e Roberto Seghetti; per Giornalisti uniti Pier Sandro De Vecchi, Luigi Ronsisvalle e Giuseppe Nardi.
L'Emilia Romagna ha ora in giunta due componenti: Giovanni Rossi e l'esordiente Marco Gardenghi, fortemente voluto dal coordinamento delle dieci associazioni medie e piccole (Valle d'Aosta, Trentino, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata), che ha ottenuto anche la conferma di Enrico Ferri. Un successo reso possibile dal


Ezio Ercole, Maria Grazia Molinari e Cinzia Romano

passo indietro compiuto dai dirigenti dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai guidato da Roberto Natale, tra i protagonisti e vincitori del congresso di Saint Vincent.
Per recuperare la partecipazione a pieno titolo dell'Usigrai al governo della Fnsi è stata

avanzata l'ipotesi che il congresso straordinario, da tenere a Roma nei prossimi mesi, introduca una modifica statutaria in modo da garantire una presenza di diritto in giunta al segretario dell'Usigrai.
Dei tre seggi riservati ai collaboratori, che hanno votato in 25 su 25 aventi diritto, due sono andati alla maggioranza (il napoletano Domenico Castellano e il toscano Nazareno Bisogni) e uno alla minoranza (il piemontese Ezio Ercole).
Sulle preferenze c’è da dire della quasi unanimità registrata dall’ex segretario del Sindacato veneto Enrico Ferri, con 61 voti sui 62 della maggioranza, una sorta di risarcimento per la penalizzazione  subita nel voto successivo al congresso di Montesilvano; delle 58 preferenze raccolte da Giovanni Rossi, a testimonianza di una stima diffusa per il lavoro svolto come segretario generale aggiunto; dei 40 voti ottenuti da Roberto Seghetti, quinto e ultimo eletto di Autonomia, forse espressione di una critica per il passo lento nella sua gestione del coordinamento nazionale della componente. Nella stessa giornata dell’elezione della giunta, Serventi Longhi ha proposto i nomi dei segretari generali aggiunti. Quattro questa volta gli aggiunti, mentre nel precedente governo, come gesto di disponibilità nei confronti dell’opposizione, era rimasta
libera una poltrona che poi non è stata più assegnata. Tre conferme: Castellano, Ronsisvalle e Rossi; esordio invece per Guido Besana.
Il prossimo passaggio è l'assegnazione delle deleghe, che verrà decisa nella giunta convocata per il 31 gennaio; ed è forte la

Massimo Alberizzi, Edmondo Rho e Massimo Signoretti

spinta ad asciugare il numero dei dipartimenti, concentrandoli sulle commissioni contrattuali. Il 31 gennaio  sarà probabilmete ufficializzata anche la composizione della commissione statuto di cui faranno parte rappresentanti di tutte le componenti presenti nel consiglio nazionale. Alla commisssione, presieduta da Franco Siddi, toccherà il compito di elaborare una serie di proposte per il congresso straordinario.