Il Mattino in tribunale
per gli art. 2 licenziati

DOPO TRENTASETTE anni da direttore amministrativo del Mattino per Massimo Garzilli il 28 febbraio sarà l’ultimo giorno di lavoro. Dovrebbe iniziarlo alle 9,30 davanti al giudice Maria Gaia Majorano della prima sezione lavoro del tribunale di Napoli per difendersi dalla denuncia per attività antisindacale presentata dal segretario del Sugc Claudio Silvestri, assistito dall’avvocato Eugenio Salzano, per il licenziamento degli articoli 2 (contratto da collaboratore fisso) Paola Del

Vecchio e Maria Tiziana Lemme.
La presenza di Garzilli in tribunale non è sicura mentre è certo che alla 13,30 sarà alla redazione del Mattino per un brindisi di saluto con i giornalisti.
Sul fronte delle denunce per violazione dell’articolo 28 (la norma dello statuto dei lavoratori che sanziona le condotte antisindacali) l’editore Francesco Gaetano Caltagirone ha diversi precedenti negativi; ne ricordiamo due.

Massimo Garzilli (*)

Molti anni fa è stato condannato in Puglia per l’allora Quotidiano di Lecce e anche a Napoli, citato in giudizio dal presidente dell’Assostampa Gianni Ambrosino e dal cdr del Mattino (formato dallo stesso Ambrosino, da Enzo Ciaccio e da Francesco Romanetti), ha incassato una condanna firmata dal giudice Fabrizio Amendola.
Ultima notazione giudiziaria. In questa vicenda il Mattino è difeso dall’avvocato romano Giovanni Lazzara. Non è la prima volta ma è il segnale di una scelta sorprendente perché sin dai tempi dell’Edime il legale della società è stato Marcello De Luca Tamajo. Forse la scimitarra di Caltagirone che ha tagliato tutte le teste ‘napoletane’ ritenute superflue è arrivata agli avvocati.

(*) Da www.flickr.com