Da Porta Portese luce sul furto
del ‘tesoro’ dell'Assostampa

ARRIVA DAL MERCATO romano di Porta Portese un fascio di luce sul ‘tesoro’ dell’Associazione napoletana della stampa nel marzo del 2014 radiata, con una decisione senza precedenti, dalla Federazione nazionale della Stampa e il mese successivo sciolta con ignominia, dopo oltre cento anni di vita.
Il ‘funerale’ del sindacato, guidato dal presidente Enzo Colimoro, dal segretario Cristiano Tarsia e dal tesoriere Filiberto Passananti

(completavano il consiglio direttivo Raffaele Auriemma, Antonio Boccia, Enzo Ciaccio, Carmen Fimiani, Lucia Licciardi, William Nuzzolillo, Mario Orlando e

Roberto Bracco, Vincenzo Gemito e Edoardo Scarfoglio

Maurizio Cerino, scomparso nel luglio 2024), si svolse a piazza dei Martiri nello studio del notaio Chiara D’Ambrosio che, anche per gli articoli pubblicati da Iustitia, allegò al verbale dell’assemblea le foto dei beni mobili che risultavano nella disponibilità del sindacato.
Difficile quantificare il valore del patrimonio dell’Assostampa ma era certamente non inferiore a diverse centinaia di migliaia di euro. Per fornire un’idea del ‘tesoro’ è sufficiente ricordare il busto in bronzo di Matilde Serao, realizzato da Lorenzo Recchia, la testa di Edoardo Scarfoglio, secondo alcuni opera di Vincenzo Gemito, e diversi quadri tra i quali dipinti di Alfredo Beatrice (una nevicata a Montevergine), Gaetano Ricchizzi, autore di un bellissimo ritratto a olio di Riccardo Forster, direttore del Mattino dal 1925 al 1928, di Paolo Ricci con un ritratto di Eduardo De Filippo. A sculture e quadri vanno aggiunte diverse migliaia di libri, con volumi del Cinquecento e del Seicento, rilegature in pergamena antica, tutte le prime edizioni delle opere del poeta Salvatore Di Giacomo, esemplari rari appartenuti al drammaturgo Roberto Bracco e l’intera biblioteca del giornalista e scrittore Ugo Ricci. Dove è finito questo ‘tesoro’? Non si sa.
Arriviamo ora alla notizia che potrebbe aprire spiragli per capire chi si è impadronito dei beni dell’Associazione napoletana della stampa e oggi

Enzo Colimoro, la notaia Chiara D’Ambrosio e Cristiano Tarsia

dove sono conservati. I carabinieri della Tutela del patrimonio culturale hanno recuperato una serie di volumi esposti su alcune bancarelle nel

mercato romano di Porta Portese che avevano mal cancellato il timbro del Circolo della stampa.
Sono spiragli importanti perché ufficiali dei carabinieri e sostituti procuratori, venuti a conoscenza di una notizia di reato, per gli articoli 55, 347 e 355 del codice di procedura penale, dovrebbero finalmente avviare indagini per risolvere lo scandaloso mistero del furto del ‘tesoro’ dell’Associazione napoletana della stampa.